Oggi sul quotidiano “Il Messaggero” è stato pubblicato un articolo che riporta le direttive che la Regione Lazio impartiva al Comune di Magliano Sabina riguardo alla complessa situazione che nel tempo si era venuta a creare nella zona 167 e più in particolare nella zona in cui insorgono gli ultimi insediamenti. Come è ormai noto, la Regione diffidava il Comune dal procedere ad ulteriori autorizzazioni in quanto già quanto realizzato era difforme a quanto stabilito dalla normativa edilizia in vigore. Purtroppo sappiamo come è andata a finire.
Registriamo anche un interessamento di altri politici che cominciano a dire il proprio parere sulla vicenda.
Registriamo anche un interessamento di altri politici che cominciano a dire il proprio parere sulla vicenda.
In un documento inviato nel 2007 al Comune di Magliano sono indicate una serie di irregolarità nell’area dove sorge l’Euro Spin
Ignorate tutte le diffide della Regione
Il Dipartimento: «Variazioni urbanistiche approvate senza autorizzazioni»
Ignorate tutte le diffide della Regione
Il Dipartimento: «Variazioni urbanistiche approvate senza autorizzazioni»
Contro tutti, e nonostante tutto. Non sono bastate le diffide della Regione e neppure le denunce di illegittimità a fermare, a Magliano Sabina, interventi urbanistici in odore di irregolarità che hanno portato a realizzare in località Madonna Grande l’edificio che ospita l’Euro Spin, il supermercato sequestrato dai carabinieri. Una marcia che non ha conosciuto ostacoli. Si ricava dall’accertamento istruttorio condotto dal Dipartimento Territorio della Pisana e inviato il 4 dicembre 2007 al responsabile dell’area urbanistica del Comune di Magliano (ora indagato per abuso d’ufficio) e alla polizia giudiziaria della procura. Un documento di cinque pagine nel quale viene ricostruito l’iter che portò il Consiglio comunale maglianese ad approvare due delibere (nel 2004 e 2005) per cambiare la destinazione d’uso della zona 167 che avrebbe invece dovuto ospitare alloggi di edilizia economica e popolare, secondo una delibera risalente al 1974. Il Dipartimento afferma che ”attraverso successive varianti alle aree, già costituenti standards urbanistici del Piano, è stata mutata la destinazione delle aree per attrezzature collettive, ma in realtà hanno comportato la previsione di nuove volumetrie commerciali e direzionali non previste nel piano di zona. In particolare, con tale modifica, il fine sociale di pervenire a una struttura aggregativa per la comunità, è stato sostituito dalla nuova previsione di accogliere una struttura commerciale comprendente una media struttura di vendita”. E ancora il documento rileva ”il mancato invio alla Regione delle delibere del 2004 e 2005 (per quale motivo atti così importanti restarono nei cassetti? ndr), l’assenza del preventivo parere paesaggistico essendo l’area vincolata; l’irregolare realizzazione di parcheggi”. Non si ferma qui il Dipartimento che, anzi, nota come siano stati sottratti 4 ettari destinati a verde pubblico per far posto ad altre opere. ”In conclusione - sottolinea il documento - il Comune di Magliano Sabina ha introdotto modifiche sostanziali al piano 167 inserendo aumenti volumetrici commerciali e direzionali oltre la possibilità edificatoria e introducendo destinazioni d’uso commerciali di media struttura di vendita e in genere non residenziali in misura eccessiva”. Ancora: ”Si riscontrano evidenti irregolarità con le quali il Comune ha proceduto ad approvare le varianti al Piano di zona e, in particolare, anche per quanto riguarda la costruzione dell’edificio commerciale che risulta autorizzato in violazione della legge”. Infine c’è l’invito ”ad assumere i necessari provvedimenti per ripristinare un corretto svolgimento delle procedure amministrative di variante ai piani di zona e di annullare il permesso di costruire numero 141/2006”, vale a dire quello rilasciato alla Coop Tevere 78 che realizzò la struttura commerciale dove c’è l’Euro Spin). Ieri a Magliano c’era il capogruppo regionale di Alleanza nazionale Antonio Cicchetti, la cui intenzione è quella di assumere iniziative a livello della Pisana. «Questa vicenda mi richiama alla mente la trasformazione a Cittaducale dello stabilimento Mecar in Emmezeta - ha sottolineato - Neppure le diffide della Regione ”amica” sono state sufficienti a fermare le irregolarità al Comune di Magliano, dove ora si sta anche strumentalizzando la legittima aspirazione alla conservazione del posto di lavoro dei dipendenti Euro Spin»
Di Massimo Cavoli.
Sempre da “Il Messaggero” un altro articolo riguardante i dipendenti che restano le vere vittime, insieme ai cittadini (anche a quelli che incosapevolmente applaudono) di questa triste vicenda che, secondo noi, è ben lontana dalla conclusione.
I dipendenti attendono il Riesame
I ragazzi dell’Euro Spin hanno deciso di non commentare la proposta avanzata da Antonello Taizzani, responsabile dell’Ascom e titolare di diversi supermercati a Magliano. L’imprenditore, profondamente contestato dai tantissimi maglianesi intervenuti mercoledì pomeriggio all’incontro col presidente della Provincia, Fabio Melilli, a margine dell’assemblea aveva dichiarato «la disponibilità ad assumere in un nostro insediamento commerciale i 14 dipendenti delll’Euro Spin». Loro, i ragazzi del supermercato sequestrato, lo hanno appreso dai quotidiani e, alla richiesta di esprimere un commento sull’offerta, gentilmente, hanno risposto che preferiscono non rilasciare dichiarazioni in merito. La preoccupazione principale resta sempre la stessa: «Abbiamo fatto tutto quello che potevamo. Ora dobbiamo aspettare, sperando che la magistratura si esprima a breve per la riapertura del negozio, così da poter tornare a lavorare». Dopo il coinvolgimento e la passionalità espresse nel corso della manifestazione che li ha visti sostenuti dalle istituzioni e dai concittadini, aspettano la pronuncia del tribunale del Riesame, attesa per il 20 settembre.
R.D.C.