In tanti si saranno interrogati sull’opportunità di questo Congresso e sull’anomalia rappresentata dal fatto che a svolgerlo non sia una Forza politica tradizionale. Ci rendiamo conto che questo nostro appuntamento possa apparire un fatto singolare in quanto Magliano Insieme non è, appunto un Partito, ma solo un Movimento che si occupa, certo, di politica, ma solo a livello locale.
Nonostante ciò abbiamo ritenuto essenziale ed importante darci una connotazione ed un assetto più concreto anche, e soprattutto, in vista delle Elezioni Amministrative del 2009.
In questa ottica la nostra posizione assume un rilievo importante poiché, il prossimo anno, rappresenterà anche la conclusione di un ciclo Amministrativo che ha caratterizzato questi ultimi 10 anni.
Ma partiamo da un punto fermo, da una decisione che abbiamo già preso nelle riunioni che ci hanno condotto a questo nostro Congresso.
Una decisione a cui intendiamo adempiere fino in fondo in modo determinato: Magliano Insieme alle prossime Elezioni Amministrative ci sarà!
Da questa certezza è necessario allora partire per definire il percorso che ci porterà all’appuntamento elettorale.
Ed ecco allora che da questa base di partenza diventa importante concretizzare con questa assemblea congressuale il cammino che saremo chiamati a compiere.
Le strategie, i programmi, i compagni di strada che sceglieremo e che ci sceglieranno, sono tappe ancora un po’ lontane ma con le quali dovremo misurarci e sulle quali dovremo assumerci degli impegni.
Questa tappa congressuale, seppure anomala per noi, ci è sembrato potesse rappresentare il momento più opportuno in cui fare la sintesi di quanto appena detto.
Da questa sintesi dovranno scaturire gli organigrammi, le idee, le scelte ed i programmi che andremo a sottoporre ai cittadini maglianesi.
Niente di definito quindi, nemmeno il candidato Sindaco che andrà scelto al termine di questo percorso tra chi meglio di altri saprà garantire l’applicazione dei valori e dei principi che sono alla base della nascita di Magliano Insieme e che speriamo in tanti sottoscrivano.
Tuttavia è necessario chiedersi cosa vorremmo fare noi per Magliano ed è inevitabile interrogarsi se questo nostro paese, allo stato attuale, rappresenti o meno quanto di meglio si possa desiderare.
Noi su questo abbiamo ragionato in modo sereno ed equilibrato ma purtroppo abbiamo dovuto concludere che Magliano merita di più.
I maglianesi possono e hanno il diritto di pretendere di più per loro, per la società in generale e soprattutto per il futuro delle nuove generazioni.
Non si tratta certo di gettare via tutto quello che è stato fatto fino ad ora.
Non è questo che chiediamo e non siamo così poco obiettivi da considerare sbagliato tutto ciò che nel tempo è stato realizzato.
Riteniamo però che non sia più rinviabile un nuovo approccio al modo di intendere la politica e, in particolare, l’azione amministrativa.
Una nuova concezione che parta dalla considerazione che amministrare un Comune significhi essenzialmente essere al servizio dei cittadini e che sia in grado di produrre idee e progetti nuovi che mettano in condizione di rilanciare Magliano.
Pensiamo ad esempio a tutti quegli strumenti che l’Amministrazione deve mettere a disposizione della collettività per garantire a tutti le stesse opportunità e le stesse possibilità.
Pensiamo ad un nuovo P.R.G. che sia veramente in grado di far progredire Magliano esaudendone le aspettative e che possa, nell’arco di un periodo abbastanza breve, far crescere il numero dei residenti offrendo possibilità edificatorie complete e diversificate e che dia risposte alle esigenze ricettive, artigianali, commerciali ed industriali che fino ad oggi non ci sono state.
Pensiamo, ad esempio, ad una politica di sostegno alle scuole che fino ad oggi è praticamente mancata e che in parte ha contribuito alla chiusura quasi totale degli Istituti Superiori.
Pensiamo ad un forte impegno in appoggio e in difesa dell’Ospedale Marzio Marini. Una struttura importante per la nostra città e per i paesi limitrofi che per troppo tempo non è stata oggetto delle stringenti attenzioni e del necessario supporto e stimolo di cui comunque l’Amministrazione locale dovrebbe farsi carico.
Pensiamo ad una nuova politica a sostegno dell’agricoltura che sia veramente in grado di offrire possibilità anche di carattere occupazionale. Oggi non basta più rivendicare la “vocazione agricola” di un territorio per fare in modo che questa si trasformi in un indotto più vasto e qualificato che restituisca valore al territorio, alle imprese agricole e che sia in grado di qualificarne i prodotti.
Pensiamo ad una riqualificazione del Centro Storico che passi sicuramente attraverso i Piani di Recupero, ma che sia anche frutto di piccoli e piccolissimi interventi economici da parte del Comune e di sensibilizzazione dei cittadini stessi che possano offrire, anche ai visitatori, un aspetto diverso del nostro paese.
Immaginiamo una politica sociale che sia sempre meno improntata all’assistenzialismo e sempre di più alla solidarietà e alla partecipazione fattiva alla vita dell’intera comunità.
Vorremmo lavorare per creare un paese bello, pulito e vivibile, aperto al turismo e all’accoglienza e che torni ad essere un centro nevralgico della cultura.
Ma non è certo questa la sede, ne questo Congresso rappresenta il momento migliore per affrontare i programmi. Ci saranno momenti diversi in cui saremo e sarete chiamati ad approfondire questi ed altri temi.
Dovremo però pensare a coloro che dovranno accompagnarci in questo cammino, a quelli che saranno i nostri alleati.
E allora è bene essere chiari da subito: noi non abbiamo preclusioni per nessuno anche se mettiamo alcuni punti fermi che per noi sono irrinunciabili e di cui parlerà più nel dettaglio Alfredo nella sua relazione.
Io mi fermo ad un concetto che credo debba essere il più chiaro possibile: chiunque ha a cuore questo paese e abbia il coraggio o la forza, secondo i punti di vista, di chiudere un’epoca, sarà il benvenuto.
Non pretendiamo abiure o che qualcuno rinneghi se stesso ma solo che ci sia la volontà di pensare al futuro e lasciarsi alle spalle le negatività che in questi ultimi tempi siamo stati costretti a vedere. Vorremmo che passi presto il tempo dei blitz e delle Forze di Polizia in Comune, vorremmo scordarci denunce, avvocati, magistrati, tribunali e tutto ciò che ha contribuito a dare a Magliano un’immagine molto e per troppo tempo negativa.
E, per finire, è necessario pensare al come fare tutto ciò.
Io ritengo che si debba ricostruire un clima di serenità, di partecipazione e di fattiva collaborazione con i cittadini.
Penso che in questo momento l’Istituzione nel nostro Comune sia molto lontana dalla gente e che ci sia la necessità stringente di recuperare in fretta il giusto rapporto con essa.
Parlare, confrontarsi, cercare un pacato confronto con i cittadini, con i Partiti, con le Associazioni è il metodo che a me piace di più e che spero si possa presto realizzare.
Spero per il futuro che i giovani capiscano il senso profondo di amministrare il nostro Comune avendo ben chiari questi principi e questi valori.
Per loro auspico che ci sia sempre maggiore spazio nella composizione delle liste anche perché è necessario dare nuovo vigore e nuovi stimoli all’azione amministrativa.
Mi piace infine ricordare, e concludo, un piccolo fatto che risale ormai a quasi 10 anni fa. Quando nel 1999 con tanto sforzo e pochi amici presentammo Evoluzione Democratica, ricorrendo ad una metafora che rendesse ben chiaro il nostro modo di mettersi in gioco, parlavamo di Politica con la “P” maiuscola.
Insieme a quel piccolo gruppo di uomini e donne pensammo anche ad un motto, una frase che ci distinguesse.
Una piccola frase che però per noi rappresentava l’essenza stessa del nostro modo di fare politica. Gente tra