sabato 2 ottobre 2010

Invito della Consulta Giovani.

Pubblichiamo il testo di un appello che la Consulta Giovani rivolge a tutti i giovani cittadini affinchè ci si mobiliti per la battaglia che ci aspetta contro la chiusura del nostro Ospedale. Siamo fiduciosi che l'orgoglio dei ragazzi di  Magliano ci porti ad ottenere quello che spetta di diritto alla nostra Città.

"Nella Battaglia contro la chiusura del Marzio Marini anche noi giovani dobbiamo fare la nostra parte. Salvare il futuro di questo ospedale significa salvare l'economia, l'occupazione e il diritto alla salute dei cittadini del domani, cioè tutti noi, cioè proprio di noi giovani!
Aderire al comitato di difesa è un nostro dovere e significa battersi disperatamente con azioni concrete che siano volte a raggiungere un obiettivo finale, comune e condiviso da tutta la comunità: lasciare vivere l'Ospedale Marzio Marini!
Giovedì 7 Ottobre alle ore 21:15 
è convocata una assemblea di tutti gli under 35 presso la Sala Consiliare. In quella sede tutti insieme decideremo cosa fare. 
Quella sera devi esserci, devi esserci per te, per Magliano, per il tuo futuro.

Qualche considerazione sull'Assemblea contro la chiusura dell'Ospedale.

L'Assemblea di ieri sera sulla chiusura del nostro Ospedale si è svolta alla presenza di circa un centinaio di cittadini. Un buon numero certamente, ma sempre molto esiguo se si pensa alla gravità della vicenda e ai suoi risvolti. Infatti non si tratta solo della chiusura di una importante struttura sanitaria e della prima attività economica del nostro paese.  Per comprendere bene la situazione è necessario considerare anche i risvolti di carattere economico che la chiusura del Marini produrrà su Magliano. 
La nostra Città conta circa 4000 abitanti e è assolutamente impensabile affrontare una battaglia per la difesa dell'Ospedale con una forza pari solo al 2,5% (circa) della popolazione.
Immaginare di fare azioni eclatanti che abbiano il giusto risalto, necessita di presenze e coinvolgimento ben più alto. 
Inoltre ieri sera mancavano i giovani. 
Non che non ci fossero. Erano solo una minoranza e questo è estremamente preoccupante perchè  una comunità in cui i ragazzi non partecipano, non ha futuro.
Segno evidente di uno scarso interesse da parte delle nuove generazioni verso questo problema, anche se sarebbe più giusto dire verso i problemi in generale.
Per questa ragione è necessario organizzarsi bene. E' necessario che si creino le condizioni per metter in piedi un Comitato che possa affrontare questa emergenza con la consapevolezza di avere dietro almeno tutti i Maglianesi. 
Poi sarà necessario coinvolgere gli abitanti del restante territorio sabino che dovranno avere la certezza che almeno i Maglianesi ci credano al valore della battaglia che si sta iniziando.
Altrimenti faremo solo brutte figure e non otterremmo alcun risultato.
Per questa ragione rinnoviamo a tutti l'appello a partecipare, a coinvolgere la propria famiglia,  i propri conoscenti e soprattutto i propri figli. 
Rinnoviamo l'invito fatto ieri sera dal Sindaco a nome di tutto il Consiglio ad organizzarci meticolosamente affinchè la Regione possa capire subito che ha a che fare con un popolo serio ed orgoglioso che di fronte alle  necessità sa fare fronte comune e affrontare con coraggio la battaglia in difesa dei diritti.
Per il resoconto dell'Assemblea vi rimandiamo a Sabinamente.

venerdì 1 ottobre 2010

Assemblea pubblica contro la chiusura dell'Ospedale.

E' indetta per questa sera alle ore 21,00 un'Assemblea Pubblica per informare i cittadini in merito al Piano di Riordino della Sanità che di fatto decreta la fine del nostro Ospedale. L'assemblea sarà inoltre occasione per programmare le necessarie azioni di protesta da pianificare per far recedere la Polverini dalla sua scriteriata scelta. 
Partecipate numerosi e soprattutto diffondete la notizia. Ci sembra superfluo ricordare che in queste occasioni serve la coesione e la partecipazione di tutti, nessuno escluso.

La delibera del Consiglio Comunale contro la chiusura dell'Ospedale.

Pubblichiamo il testo della delibera del Consiglio Comunale di Magliano Sabina che manifesta tutta la contrarietà del popolo maglianese contro la decisione della Presidente della Regione Lazio di chiudere il nostro Ospedale.
In serata sarà affisso un manifesto per renderla pubblica.

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Chiuso il Marini!

La Presidente della Regione Lazio ha decretato che Magliano non avrà più il suo Ospedale.
Oggi è stato emanato il Decreto che di fatto sancisce la chiusura del Marzio Marini. Infatti, ad una prima lettura del Piano poco , anzi quasi niente, rimane di quello che è stato il fiore all'occhiello dell'intero territorio Sabino e anche di altri territori limitrofi. La nostra struttura paga il prezzo delle scelte politiche che la hanno depotenziata anno dopo anno.  Ieri sera il Consiglio Comunale ha espresso all'unanimità la contrarietà e il totale disaccordo al Piano di Riordino della Sanità che di fatto priva tutto il territorio di una importante struttura sanitaria. Invitiamo fin d'ora tutti i cittadini alla completa e totale mobilitazione per contrastare la scellerata e scriteriata decisione della Presidente della Regione.

mercoledì 29 settembre 2010

lunedì 20 settembre 2010

AGRISABINA 2010

Il 25 e 26 Settembre 2010 si svolgerà la 15esima edizione della manifestazione denominata Agrisabina. 
Per quest'anno l'Assessore Daniela Teodori e i Consiglieri Mario Pagliani  e Giulio Falcetta hanno scelto una localizzazione diversa da quella in cui si è svolta l'anno passato. Infatti Agrisabina si terrà al Campo Sportivo Comunale e lungo Viale Veneto Lotti.
Siete tutti invitati a partecipare.

Questo il programma:

 Il Comune di Magliano Sabina
La Provincia di Rieti
La Regione Lazio

presentano

AGRISABINA
15esima edizione con mostra dei prodotti tipici
25-26 Settembre 2010

- vetrina zootecnica
- esposizione prodotti tipici
- mostra animali da cortile
- esposizione macchine agricole
- spettacolo equestre

Magliano Sabina (RI)
Campo Sportivo e Viale Veneto Lotti

COMUNICATO STAMPA
AGRISABINA
MAGLIANO SABINA – IMPIANTI SPORTIVI  25 – 26 SETTEMBRE 2010 

Torna anche quest’anno “AGRISABINA”, giunta ormai alla 15^ edizione.
Il ricco programma dell’edizione 2010,  che si svolgerà presso il Palazzetto dello Sport ed in Viale Veneto Lotti nei giorni 25 e 26 settembre, prevede:
* fiera di prodotti agro-alimentari tipici;
* fiera di macchine e prodotti per l’agricoltura;
* mostra animali da cortile;
* ristorante con gastronomia tipica e serate danzanti;
Sabato 25, alle ore 15.00, grande attrazione con la Gincana Western che vede la partecipazione del Campione Italiano ed altri professionisti.
Domenica 26, alle ore 10.30, è previsto il Convegno “AGRICOLTURA E’ ANCHE: agricoltura sociale, agriturismo, biodiversità, tipicizzazione dei prodotti.
Il tema del convegno intende portare a conoscenza di tutti le varie possibilità di incrementare la redditività aziendale in un momento di profonda crisi.
Durante la manifestazione si potranno effettuare passeggiate a cavallo e  visitare la mostra fotografica e l’esposizione di attrezzature d’epoca a cura della Biblioteca Comunale.

Info:0744.910336 – Ufficio Attività Produttive

venerdì 17 settembre 2010

Raccolta Differenziata.

Siamo quasi pronti.
Pubblichiamo il testo del manifesto che l'Assessore all'Ambiente ha fatto affiggere in questi giorni.
Confidiamo sul grande senso civico dei Maglianesi affinchè questa iniziativa sia coronata da successo.

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AAA Collaboratore cercasi

Il Comune di Magliano Sabina in collaborazione con l’Associazione Esplorazioni Geografiche “La Venta”, nell’ambito del progetto “Professione Reporter”, ricerca un collaboratore/trice di età compresa tra i 18 e i 30 anni con i seguenti requisiti:

• conoscenza base dei programmi di scrittura e mail;

• buona conoscenza dei browser di navigazione internet;

• interesse al mondo della documentaristica e alla produzione video;

• automunito;

• buona conoscenza dell’italiano scritto;

• disponibilità di tempo nel periodo compreso tra ottobre 2010 e febbraio 2011, tenendo conto che non si tratta di un impegno full-time, se non nelle giornate di stage e premiazione.

E’ previsto un compenso forfetario a titolo di rimborso spese di € 400,00.
Il candidato dovrà coadiuvare la Direzione del Progetto nell’organizzazione, promozione e segreteria generale del Progetto stesso, svolgendo gran parte del lavoro in modo autonomo (anche da casa) e garantendo la presenza (a Magliano) nelle giornate in cui si svolgeranno gli stage e la premiazione finale (totale di circa 8-10 giorni)

Il curriculum andrà consegnato presso la biblioteca comunale di Magliano Sabina, nell’orario di apertura, entro il 30 settembre 2010;

Lunedì 15.00 – 19.00
Martedì – mercoledì – giovedì 9.00 – 13.00 /15.00 – 19.00
venerdì 9.00 - 13.00

sabato 11 settembre 2010

Una bellissima serata.

Si è svolta stasera l'inaugurazione della nostra nuova sede in Via Cavour 27. 
Purtroppo il nostro Sindaco non è potuto essere presente a causa di un improvviso ricovero in ospedale. Vogliamo però rassicurare tutti sulle sue condizioni di salute in quanto i sanitari del Marzio Marini, pur tenendolo costantemente sotto controllo, sembrano escludere complicazioni.
Questa mattina eravamo intenzionati a rimandare la cerimonia ma poi, anche con la spinta di Alfredo, abbiamo deciso di tenerla ugualmente.
Moltissime le persone che vi hanno preso parte e che hanno potuto condividere con noi la commovente cerimonia dell'inaugurazione.
Ci ha onorato della sua presenza anche il Vice-Presidente della Provincia di Rieti, Oreste Pastorelli.
Infatti, come tutti sapete, la sede è stata intitolata ad Alberto Calabrini che è stato uno dei fondatori di Magliano Insieme.
Nel breve discorso di presentazione tenuto da Tino Pagliani, è stata ricordata la figura di Alberto, la sua tenacia nel perseguire e spronare tutti noi ad andare avanti con i nostri principi, la sua integrità morale e la sua rettitudine di pensiero. 
Tino ha poi letto ai presenti un messaggio inviato da Alfredo e ha poi passato la parola a Ugo Stazi che ha ricordato  i principi ispiratori del nostro movimento e le finalità che ci spingono ad andare avanti con rinnovato interesse e vigore.
E' stata poi scoperta la targa posta a lato della porta della sede che vede intitolata la Sezione al nostro amico Alberto.
Subito dopo Rosella ha tagliato il nastro ed stato dato avvio ai festeggiamenti.
Nella serata sono state raccolte circa 50 pre-adesioni al nostro movimento che nella prima riunione ufficiale verranno tramutate in iscrizioni ufficiali.

mercoledì 1 settembre 2010

Inaugurazione nuova sede di Magliano Insieme.

Da Sabato 11 Settembre Magliano Insieme riprenderà la propria attività in maniera organizzata e funzionale. E' infatti pronta la nuova sede che verrà inaugurata Sabato 11 Settembre alle ore 17,30. Durante la cerimonia saranno raccolte le adesioni al movimento che continueranno anche nelle settimane seguenti.
Una ottima occasione per partecipare alla vita politica, sociale e culturale del nostro paese che non costringe  a rinunciare alla propria identità ma che, al contrario, fa delle diversità una ricchezza ulteriore.
Vi aspettiamo e aspettiamo la vostra adesione.
Per ogni domanda siamo a vostra disposizione in ogni momento.

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lunedì 30 agosto 2010

Canale Mussolini

Un bel libro che ha vinto il Premio Strega.
Un invito a leggerlo e a gustarlo anche perchè, magari indirettamente,  vi si parla un pò anche di Magliano.
L'Assessorato alla cultura sta lavorando alla possibilità di una presentazione con la presenza dell'autore.
L'appuntamento dovrebbe essere tra la fine di Ottobre e l'inizio di Novembre 2010.
Una ghiotta occasione culturale che speriamo si possa realizzare.



“Canale Mussolini”, narra la vita quotidiana, più o meno romanzata, di una famiglia di coloni a suo tempo catapultati da certa Politica del Duce dalle parti di Littoria (Latina), per far fruttare alla Patria la Grande Opera delle Paludi Pontine.
Su tale sfondo storico, Antonio Pennacchi, attraverso un neopostrealismo atipico narra la vita quotidiana di tale famiglia, metafora alla luce del Sole della grandezza e la miseria tragica del fascismo, oggi indissolubili, letteralmente, alla luce di certa storiografia più aggiornata,, fermo restando il quadro generale emerso dall’antifascismo stesso.
Pennacchi, anche nella vita, figlio di socialisti, in gioventù simpatizzante del MSI di Almirante, poi dell’estrema sinistra nel 68, infine anche prossimo alla CGL (e puntualmente espulso), non può non convincere, se non altro biograficamente, operaio sul serio per decenni, non virtuale come certi sindacalisti o paladini del popolo.
Questo “Canale Mussolini”, peraltro, ricorda alcuni archetipi forti del Novecento stesso: persino, specularmente, Novecento di Bertolucci, lo stesso Curzio Malaparte, altro sempre politicamente scorretto della politica e della cultura nazionali.
Non ultimo e neppure tacito, ma in primo piano nel romanzo: benvenuta la fine dell’Ideologia, l’eutanasia necessaria e senza nostalgie di rivoluzioni incompiute e anche degenerate.
Ma l’Anima dei popoli, domanda comunque, anche nell’era fredda, forse, di Internet, orizzonti non solo presentisti ma nuovamente memoria di bisogni e sogni, fondamentale per sopra-vivere, non solo sopravvivere anche in mezzo in mezzo a smog e Politica nana ..al Potere!

Altra recensione:

Antonio Pennacchi torna sul sentiero difficile e stupendo della pacificazione, della battaglia estetica e culturale per la memoria condivisa, del gran romanzo popolare e non populista, consacrando il suo nuovo romanzo, Canale Mussolini (Mondadori, pp. 464, euro 20), alla storia della sua città, Latina, e della terra d'adozione della sua famiglia, l'Agro Pontino. E riesce nell'impresa. Riesce perché in questo libro si riconoscono, naturalmente, passione, onestà e dedizione; riesce perché ha saputo documentarsi con precisione e accuratezza, smentendo pregiudizi e stereotipi di tutte le fazioni; riesce perché sente, confida nella breve prefazione, che questo sia il libro per cui è venuto al mondo. E che ogni altra cosa che ha fatto in vita sua, bello o brutta che fosse, è stata interludio o preparazione a questa.
Canale Mussolini è solo apparentemente una saga famigliare; in realtà, è una ciclopica opera di storia e di memoria di un esodo rimosso dalla cultura italiana; quello dei trentamila agricoltori e operai veneti, friulani e romagnoli che, in una manciata d'anni, vennero trasferiti nell'Agro, destinati a fare l'impresa della bonifica d'una terra tormentata dalla malaria. Le loro erano famiglie proletarie, in cui i figli erano e restavano una ricchezza, perchè servivano a lavorare la terra. Erano famiglie poverissime, abbandonate dall'Italia savoiarda al loro destino: "La politica, i diritti civili, il parlamento, lo Statuto albertino" erano roba per signori; erano roba per chi aveva diritto di voto – nè poveri, nè donne. Erano famiglie predestinate all'emigrazione, come centinaia di migliaia di altre, in quel periodo storico; soltanto, poterono emigrare in Italia. Certo, "Per la fame. Siamo venuti giù per la fame. E perché se no? Se non era per la fame restavamo là. Quello era il paese nostro. Perché dovevamo venire qui? Lì eravamo sempre stati [...]".
Pennacchi sceglie una famiglia su tutte – quella dei Peruzzi – e incrocia con intelligenza i loro destini, sin dagli anni Dieci, con quelli dei socialisti, e dei sindacalisti rivoluzionari. Così, incontriamo i loro leader dell'epoca; incontriamo il giovane Rossoni, uno capace di farsi tre comizi in un giorno, appassionato tribuno della plebe, capace di finire in carcere per l'Idea, e il giovane Mussolini, ancora carismatico e iconoclasta leader d'un socialismo radicale, nemico del capitale e delle guerre dei capitalisti. Incontriamo De Ambris, una manciata d'anni prima dell'impresa fiumana, e Pietro Nenni, romagnolo repubblicano, prima ancora d'essere socialista, una parentesi nelle patrie galere al fianco del futuro duce. Man mano che la nazione scivola nel fascismo, dopo i dolorosi anni della Prima Guerra Mondiale, i Peruzzi sembrano aderire perché hanno fiducia nei loro vecchi amici e leader, Rossoni e Mussolini; sentono di non poter essere traditi, hanno la sensazione che la strada sia giusta. "Fatto sta che nel 1920 i miei zii si erano messi col fascio di Ferrara e andavano tutti i giorni in giro per i paesi della Bonifica Ferrarese con i camioni, i 18BL avanzati dalla guerra. Tra novembre e dicembre li hanno messi a ferro e fuoco tutti. Bruciate le camere del lavoro, sezioni socialiste e leghe. Quegli altri – i rossi – non è che stessero a guardare. Sparavano. Reagivano. Si difendevano. Ma ogni giorno sempre di meno. Lo scontro era militare ormai – guerra civile – tu di qua e io di là".
Questa cieca fiducia del popolo, e della paradigmatica famiglia Peruzzi, nella buona fede e nella generosità dei vecchi socialisti diventati fascisti è la madre del romanzo, e spiega tanto di come vivevano e sentivano le cose i nostri compatrioti, nella prima metà del Novecento. Pennacchi ci racconta, con la dolcezza e la semplicità del cantastorie, quanto naturale e splendido fu il sacrificio degli emigrati settentrionali nell'Agro Pontino per animare quello che sulle prime apparve loro come un "tappeto di biliardo", "neanche più una goccia d'acqua, un filo d'erba"; Pennacchi ci ricorda, senza retorica e senza partigianerie, l'orgoglio della nascita delle città di fondazione; infine, ci accompagna nei giorni atroci e insanguinati della caduta del regime, confidando qualcosa che sui libri non s'è letto, a proposito della lealtà dei pontini. Questo romanzo è scritto per insegnare alle nuove generazioni cos'è stata la sofferenza della povera gente, in Italia, e cosa la grande illusione d'un loro riscatto. Infine, e soprattutto, è stato scritto per eternare la storia di una delle più grandi imprese italiane del Novecento. Quella della creazione della vita là dove altro non era che miseria, e morte. Memorabile.
Il libro è innervato da robusti inserti in un dialetto, quello veneto-pontino, estraneo – chiosa l'autore, nella nota filologica in appendice – sia a Goldoni che al Veneto odierno. Perché "Il nostro è un impasto di rovigotto, ferrarese, trevigiano, friulano eccetera – contaminato da influenze laziali – privo di strutturazione grammaticale fissa, con le vocali ora aperte ora chiuse e le desinenze che cambiano da podere a podere e da situazione a situazione, anche spesso nello stesso parlante" (p. 457). L'impatto nella narrazione è fresco, vivace, scintillante e credibile.
Le pagine più impressionanti sono quelle dedicate allo scenario dell'Agro Pontino, alla sua storia e agli aspetti antropologici e sociali del suo popolo. Entriamo nel vivo, campionando qualche passo. Per prima cosa, Pennacchi ci racconta che la bonifica moderna delle Paludi Pontine non è stata merito esclusivo del fascismo: ci aveva già pensato Filippo Turati assieme a Nitti, nel 1919, dopo la Grande Guerra. Il progetto naufragò trasformandosi in una miniera di corruzione, della serie "piglia i soldi e scappa" (cfr. pp. 48-49). In passato, avevano tentato l'impresa i Romani, "i papi e Leonardo da Vinci, Napoleone, Garibaldi; ma la palude aveva sempre vinto lei".
Le Paludi Pontine erano "un inferno che pochi anni prima arrivava dalle mura di Roma fino a Terracina; oltre settecento chilometri quadrati di pantani, stagni, foreste impenetrabili con serpenti di oltre due metri e stormi di zanzare anofeli che guai a chi ci entrava. Se non finivi nelle sabbia mobili t'attaccavano la malaria le zanzare, ed eri fatto" (p. 139).
Erano, insomma, "un insieme misto di stagni e terre sommerse con terre pure emerse ed estese, ma preda di foreste impenetrabili, forre, rovi, animali e spinaccia. E dentro le foreste e gli spinaceti altri stagni chiamati 'piscine', soprattutto sulla duna quaternaria perché ogni più piccolo avvallamento – costituito nei suoi strati superiori da argilla – una volta riempitosi d'acqua nei mesi invernali restava allagato e stagnante, putrido e marcescente fino a tutta l'estate" (p. 141).
Mussolini, convinto alfiere del ruralismo e della deurbanizzazione, sulle prime era contrario all'edificazione di città, da quelle parti. "Fuori dalle città, via in campagna: è questa la vera mistica fascista", diceva. E il fascio, chiosa Pennacchi, "la gente ce la teneva con la forza".
La gente, da quelle parti, camminava scalza – e così è stato fino all'arrivo del benessere, nel 1960: e scalza veniva sepolta, mantenendo vivo un vecchio rito del basso rovigotto (p. 187). Le cittadine erano piene di osterie, spesso col gioco delle bocce davanti, "e i nostri vecchi stavano sempre ubriachi" (p. 306). Il narratore di Pennacchi sospetta che i venticinquemila osti rimasti senza lavoro nel 1928, in tutta Italia, si siano trasferiti in blocco nell'Agro. È una provocazione intelligente.
L'energia elettrica, ancora nel 1932, mancava: esisteva solo, assieme a telegrafo, telefono e fogne, nei borghi e nelle città. La luce, da quelle parti, si faceva col lume a petrolio o a carburo; per il pozzo c'era una pompa di ferro, fatta a forma di fascio, con le verghe attorno (p. 215).
Ancora una curiosità. Una delle tradizioni portate nel Lazio dai Veneti era quella del "filò"; ci si riuniva, tutti a sera, dopo cena, "ora in un podere ora in un altro a raccontarsi storie, fòle, favole e roba del genere, al lume di candela o di petrolio. D'inverno ci mettevamo in stalla, assieme alle bestie perché faceva più caldo. Lei doveva vedere la gente che si portava da casa la sedia o uno sgabello, per paura di restare in piedi. [...] D'estate invece in strada, seduti sulle spallette dei ponti" (p. 300). A questo rito s'aggiunse quello del ballo sull'aia, importato dai ferraresi.
Da leggere. È buona letteratura, è grande memoria.

martedì 24 agosto 2010

Il tempo pieno ci sarà!

Anche questa volta gli sforzi della nostra Amministrazione sono stati coronati da successo.
Il tempo pieno a Magliano si farà!
La riapertura delle scuole è ormai prossima e la buona notizia per le famiglie è che anche quest'anno ci sarà una prima classe della scuola primaria a tempo pieno.
Tutte le iniziative messe in campo dalla nostra Amministrazione hanno sortito l'effetto sperato: garantire alle famiglie un servizio che dura da più di 35 anni.
Ieri finalmente la notizia che tutti aspettavamo: il tempo pieno non verrà soppresso.
E' un risultato significativo non solo per la nostra Amministrazione, ma per tutte le famiglie che ancora possono contare su un servizio che viene incontro anche alle esigenze lavorative dei genitori.
Come vedete il nostro impegno e il nostro lavoro hanno dato i risultati che i cittadini si attendevano.
Il Sindaco e gli Assessori Berni e Pagliani in questi mesi hanno lavorato assiduamente per cercare di far valere le ragioni dei cittadini di Magliano  presso tutte le Istituzioni e sollecitando a tal proposito i rappresentanti delle Forze Politiche regionali e nazionali.
Ma non solo questo è stato fatto e tante sono state le iniziative messe in campo. 
Ci si è attivati con il Consiglio di Istituto aperto ai genitori, è stato tenuto un Consiglio Comunale straordinario, l'invito ai cittadini a costituire un Comitato che raccogliesse firme, si sono presi contatti con i dirigenti Regionali e Provinciali degli Uffici Scolastici. 
Ricordiamo inoltre che il Comune aveva presentato anche ricorso al TAR contro il provvedimento del Ministero e che lo stesso aveva rimandato la discussione nel merito proprio per i primi giorni di Settembre lasciando chiaramente intendere che il Comune avesse le carte in regola per opporre ricorso.
Ma i risultati sono andati oltre le pur legittime aspettative.
Infatti ci è stata concessa anche la possibilità di passare dalle attuali 4 classi della scuola dell'infanzia a 5 e assegnando a Magliano ulteriori 2 insegnanti.
Il Sindaco ha contattato il rappresentante del Comitato dei genitori che si era da subito costituito, sig. Alberto Francesconi che ha espresso soddisfazione e apprezzamento e si farà carico di diffondre la buona notizia a tutti i genitori interessati.
A loro va anche il nostro ringraziamento per essersi impegnati su un problema importante che interessa tutta la nostra comunità.

Questo l'articolo pubblicato oggi sul Corriere di Rieti.

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C'era una volta un Partito vero.... ora non più!


E’ strano, molto strano.
Ma forse a pensarci bene nemmeno tanto. Ma dobbiamo sforzarci veramente molto, fino al punto di ragionare al contrario come sembra in uso in questi ultimi tempi nel PD locale.
Infatti è molto più facile, nei momenti di difficoltà, far finta di non vedere e spostare l’attenzione su fatti inesistenti solo al fine di nascondere i propri probelemi.
E nel PD di Magliano ce  ne sono tanti e grossi!
Ben due post sul loro blog per sviare l’attenzione, per parlare d’altro, per sorvolare su quello che sta succedendo al loro interno.
Il PD parla di “estate torrida” per la nostra Amministrazione Comunale.
Mai frase è stata più azzeccata anche se usata a sproposito. Ma in questo caso non si può parlare solo di una stagione.  E’ infatti noto che per il PD locale sono ormai tante le stagioni torride. Torride per le sconfitte, torride per la liquefazione della sezione, torride per la mancanza di una vera leadership che  arranca e che si è persa nel cercare (ma pare che lo abbiano trovato) suggeritori in grado di fargli risalire la ripida china nel quale è scivolato il Partito.
Un Partito che non offre più riferimenti di alcun genere e che parla con la voce di personaggi invisi ai Maglianesi e di qualche vecchio arnese ormai in disuso e adatto solo a lavori obsoleti.
Un Partito, che non riesce a trovare alleati e che ha perso consensi, un Partito che non riesce ad attrarre i giovani, un Partito che nell’arco di pochi mesi ha perso esponenti di grido.
Ecco: invece di pensare a questi suoi problemi  il PD cerca ancora una volta di fare gossip inventandosi storie assurde e gettando sul terreno del confronto politico solo illazioni spregevoli e stupide.
Forse anche in questo è servito il consiglio dei soliti suggeritori ai quali i dirigenti del locale PD sembrano fare riferimento costante.
Ma veniamo all’ultimo post comparso oggi sul loro blog e al quale, è certo, domani la solita corrispondente, darà risalto sulla cronaca locale.
Anche questo comportamento è strano e denota il disagio di una dirigenza inesistente forse illusa che qualche riga sul giornale possa restituirgli la credibilità persa.
Ma la credibilità è fatta dai fatti e questi, purtroppo per il PD, parlano chiaro.
Non bastano le supposizioni e le illazioni, non bastano neanche se amplificate dalla stampa.
Insieme per Magliano è una lista civica che ha come unico obiettivo il bene della nostra Città. In questo principio si sono riconosciuti e si riconoscono i suoi componenti e le Forze politiche che la appoggiano. 
Ma forse al PD è propio questo che non va giù!
Questa maggioranza è salda, è coesa e non ha alcun cedimento ne al proprio interno tantomeno  nei Partiti che la hanno sostenuta.
Forse mai Magliano ha conosciuto un’Amministrazione così unita e impegnata nella sua totalità dei componenti.
Noi ci limitiamo ai fatti e i fatti parlano chiaro: è il Partito Democratico di Magliano che nell’arco di pochi mesi ha visto la propria rappresentanza in seno al Consiglio Comunale spaccarsi e costituire 2 Gruppi  Consiliari separati!
Questo è un fatto!
Noi ci limitiamo a questo e ci sentiamo di dare anche un piccolo ed innocuo consiglio a tutti i Maglianesi: se avete voglia di gossip e di notiziole per passare queste calde giornate d’estate, ci sono in edicola tante riviste utili allo scopo. 
Oppure potete optare per la lettura del blog del PD di Magliano!